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venerdì 24 novembre 2017

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

DIZIONARIO MINIMO: Referendum

di Libero Venturi - domenica 22 ottobre 2017 ore 07:50

Torno sul referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia e del Veneto, in corso in questa fatidica Domenica 22 Ottobre, con un ultimo, estremo pensiero. Una breve chiosa di cui, in anticipo, chiedo venia a veneti e lumbard. Soprattutto ai tardivi seguaci di Carlo Cattaneo (1801-1869) mazziniano, laico, fervente repubblicano, ostile ai Savoia e primo propugnatore del pensiero federalista che auspicava per l’Italia una federazione di stati sul modello svizzero. Lungi da me, del Granducato di Toscana, voler ingerire nelle vicende interne al Lombardo Veneto. Non è mia intenzione influenzare il libero pronunciamento referendario. Tantomeno turbare la solenne sovranità popolare. Nella maniera più assoluta. Giuro. Giurin giurello. La verità. Quanto è vero che mi chiamo Libero Venturi! Però non riesco a trattenermi, è più forte di me.

Ricordate gli espedienti elettorali napoletani del dopoguerra di monarchica e missina memoria? Lauro, sindaco di Napoli, mi pare. La scarpa sinistra prima e la destra dopo il voto, ma se voti bene. Che tempi, che squallida tenerezza! E, dice, ma saranno state certo malelingue comuniste, anche il democristiano Gava: voti in cambio di loculi cimiteriali. E siamo già in tema.

Da questo punto di vista, infatti, anche il referendum per l’autonomia del Veneto è nato sotto buoni auspici. Solo che in questo caso siamo al giorno d’oggi e nel Nordest, il motore laborioso, la locomotiva d’Italia. E così, per favorire l’affluenza al voto referendario, due solerti imprenditori si sono attivati.

Il primo, un impresario vicentino di pompe funebri, bene augurante, ha promesso a chi vota uno sconto del 10% sul servizio funebre completo. Lui sarebbe per l’indipendenza del Veneto, ma per ora si accontenta anche dell’autonomia. L’indipendenza verrà. Per chi campa. Magari, speriamo per lui che non campino proprio tutti. Se no...

L’altro imprenditore indipendentista, un veneziano operante nel settore turistico, promette anche lui uno sconto dal 10 al 20% sulle vacanze prenotate.

I due, per ottimizzare costi e visibilità della promozione, il mercato dopotutto ha le sue regole, hanno stilato un volantino congiunto in cui dicono agli elettori di portare il certificato di voto del referendum, vidimato, per aver diritto agli sconti e augurano, in ogni caso, buon viaggio. O in ferie o al camposanto. Perché in fondo che cos’è la vita, se non un breve viaggio? E almeno avere l’autonomia per portarlo a termine... Votate e toccatevi pure. Viva il Risorgimento, viva l’Italia!

Pontedera, 22 Ottobre 2017

Libero Venturi

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