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giovedì 01 settembre 2016

Cronaca martedì 22 marzo 2016 ore 15:15

Senesi a Bruxelles durante gli attentati

Sono riusciti a mettersi in contatto con la famiglia i senesi a Bruxelles. Tra loro anche la responsabile comunicazione di Confindustria

BRUXELLES — Si sono da poco messi in contatto con le loro famiglie per dire che stanno bene. 

I senesi che lavorano a Bruxelles e che vivono nella città belga da alcuni mesi come Serena Fineschi, executive graphic designer, che ha fatto sapere attraverso il suo profilo facebook “Siamo isolati in una bolla. Le linee telefoniche sono interrotte”.

Altri come Gianluca Panti, senese che lavora in commissione europea, parla degli ultimi giorni a Bruxelles, quelli dopo l'arresto di Salah Abdeslam, come giorni troppo tranquilli quasi inquietanti per la calma che si respirava e che lasciava presagire che qualcosa sarebbe accaduto.

Tra i senesi in Belgio nel momento degli attentati anche Virginia Masoni, responsabile della comunicazione e relazioni esterne di Confindustria Toscana Sud.

Anche lei sta bene ed ha dichiarato “Sono arrivata a Bruxelles due giorni fà per seguire dei seminari all’interno della Delegazione di Confindustria presso l’Unione Europea. Questa mattina quando è iniziata a circolare la notizia dell’esplosione all’aeroporto inizialmente i media locali parlavano di un tentato attentato, poco dopo sono arrivate le tragiche conferme dell’entità della tragedia: due esplosioni, 13 morti, moltissimi feriti.

Mi sono spostata dall’hotel dove alloggiavo alla sede degli uffici di Confindustria. Qua abbiamo appreso del secondo attentato presso le due stazioni metro di Maelbeek e Schuman che si trovano vicino alle sedi del Parlamento e del Consiglio europeo: 15 morti è il primo bilancio diffuso.
La città è completamente bloccata, macchine della polizia ed ambulanze sono ovunque. E’ stata chiusa la frontiera tra il Belgio e la Francia, bloccati i treni con la Germania.
Siamo di fronte ad una ferita profondissima per tutta l’Europa a tre giorni dall’arresto di Salah Abdeslam, il principale ricercato per gli attentati di Parigi.”

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