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giovedì 28 luglio 2016

Attualità giovedì 14 gennaio 2016 ore 17:34

Mps, Valentini attacca Scaramelli

Il sindaco a muso duro contro il consigliere regionale del Pd che aveva parlato di commissariare la banca: "Straparla, sarebbe da irresponsabili"

SIENA — Fuori la politica da Monte dei Paschi. Era questo l'auspicio che aveva spinto il consigliere regionale del Pd, Stefano Scaramelli, a intervenire a gamba tesa nei giorni scorsi. Giorni di nuovo difficili per l'istituto di credito ma soprattutto giorni  in cui si discuteva del futuro del Monte.

Scaramelli era arrivato a rimpiangere il mancato commissariamento della banca, presentandolo come l'antidoto più efficace all'ingerenza della politica.

"Non mi metterò sullo stesso piano di Scaramelli - ha tuonato Bruno Valentini - alimentando una polemica personale che non serve né alla città né al Pd. Straparlare di commissariamento della banca, al pari di Salvini o Beppe Grillo, è irresponsabile perché immotivatamente getta benzina su eventuali timori dei clienti attuali e potenziali di Banca Mps. Inoltre chi fa affermazioni di questo tipo sembra non rendersi conto delle conseguenze sui dipendenti e sui risparmiatori di una decisione del genere".

Scaramelli aveva puntato poi il dito in particolare contro le ricapitalizzazione dell'istituto, ripercorrendo i passaggi degli ultimi anni di storia del Monte. Ricostruzione rivista dallo stesso Valentini.

"Quelle ricapitalizzazioni - ha detto Valentini - sono servite per consentire a Banca Mps di restituire allo Stato il prestito di 4 miliardi e per coprire le perdite su crediti senza ricorrere ad aiuti statali che l'Europa non permette più - spiega Valentini - In entrambi gli aumenti di capitale, la Fondazione (che nel suo statuto ha l'obiettivo del mantenimento della Direzione Generale di Banca Monte dei Paschi a Siena) ha agito autonomamente".

L'ultimo pensiero Valentini l'ha rivolto al futuro. "Ipotizzare - ha detto il sindaco - che la 'salvezza' dell'azienda passi da una regionalizzazione è illusorio al momento, perché significherebbe avere bisogno di una Direzione Generale drasticamente ridimensionata rispetto all'attuale con gravi ripercussioni sull'economia e sull'occupazione locale. Inoltre il peso dei crediti in sofferenza non verrebbe risolto poiché dividere la banca in sezioni territoriali non consente di alleggerirla dalle eventuali perdite su prestiti, a meno che non nasca una bad bank che auspico, ma che non sembra poter essere realizzata a causa di vincoli europei".

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