Olio d'oliva con frode, venduto come extravergine mentre in realtà non lo era: il caso, che vede al centro un'impresa olearia del Senese, è stato oggetto di indagini da parte della guardia di finanza del comando provinciale di Siena sfociate nella confisca di beni per un valore complessivo di 82mila euro.
Il provvedimento, emesso dalla procura presso la Corte d'appello di Firenze, è giunto dopo le condanne irrevocabili nei confronti di amministratori e dirigenti pro-tempore della società per frode in commercio, e verso l’impresa per l’illecito amministrativo dipendente da tale delitto. I fatti nel 2012, quando l'indagine aveva consentito di documentare una illecita commercializzazione di olio d’oliva dichiarato indebitamente come extravergine.
Le Fiamme Gialle sono riuscite a ricostruire il complesso delle disponibilità riconducibili all’impresa e individuare i beni da sottoporre alla misura ablativa. La confisca di denaro, per complessivi 82mila euro, è stata eseguita presso un intermediario finanziario.