Attualità

Un orecchio bionico, a Siena primo impianto d'Italia

I primi pazienti sono stati trattati al policlinico delle Scotte in contemporanea con Piacenza. Dispositivo invisibile efficace anche nel sonno

In sala operatoria

Primo intervento in Italia per l'impianto di cocleare di ultima generazione su pazienti con sordità grave e profonda: l'esperienza pilota a livello nazionale è stata effettuata in contemporanea in Toscana, presso il policlinico delle Scotte a Siena, e in Emilia-Romagna a Piacenza.

L'orecchio bionico a tecnologia avanzata è privo di componenti esterni, il che lo rende del tutto invisibile oltre che resistente all'acqua. E' attivo sempre, dunque consente di udire suoni anche nelle ore di sonno. La ricarica non serve, non va tolto: insomma, garantisce un salto di qualità radicale nella vita dei pazienti.

In Italia la novità è assoluta, e nel mondo ci sono pochi precedenti.

Alle Scotte due pazienti sono stati trattati dall’équipe di Otorinolaringoiatria diretta dal professor Marco Mandalà lunedì scorso. La soluzione innovativa integra tutti i componenti del dispositivo, compresi il microfono e la batteria, sotto la pelle.

La principale novità di questa tecnologia è infatti proprio la possibilità di rilevare i suoni attraverso la pelle, convertirli in segnali elettrici e stimolare la coclea, consentendo alle informazioni sonore di raggiungere il cervello attraverso il nervo uditivo. L’assenza di componenti esterni è pensata per offrire un accesso ai suoni continuativo durante la giornata e la notte, anche durante il sonno e in diverse attività quotidiane, comprese quelle acquatiche, secondo le condizioni previste per il dispositivo. 

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L’impianto è stato realizzato nell’ambito di un'esperienza pilota promossa da Toscana ed Emilia-Romagna, dal momento che la nuova tecnologia non rientra ancora tra i dispositivi attualmente rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale.

"Eccellenza, ricerca ed avanguardia"

"Ancora una volta – commenta il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani - il nostro servizio sanitario pubblico si mette in evidenza per l’eccellenza delle cure offerte, ricerca ed avanguardia. Il servizio sanitario pubblico che vogliamo è gratuito e universale, ovvero cura tutti i cittadini allo stesso modo, ma investe anche sulle nuove tecnologie, sulle innovazioni e sulle professioniste e professionisti che vi lavoravano. Per continuare a farlo servono però risorse adeguate".

"La sanità pubblica – sottolinea l’assessora regionale al diritto alla salute Monia Monni - vanta eccellenze che a volte passano troppo sotto silenzio e che non tutti conoscono. L’intervento cocleare appena realizzato è una delle tante buone e belle notizie del nostro sistema sanitario regionale: un sistema sanitario pubblico e universale d’eccellenza".

"Si tratta di un’innovazione significativa nel campo degli impianti cocleari, perché introduce una soluzione completamente impiantabile, senza componenti esterni, con potenziali ricadute positive sulla qualità della vita delle persone con sordità grave e profonda", spiega il professor Marco Mandalà. 

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"La ricezione dei suoni attraverso la pelle rappresenta uno degli aspetti tecnologici più innovativi del sistema, che è ricaricabile. L’integrazione del microfono e degli altri componenti sotto la cute consente infatti di superare la necessità di indossare un dispositivo esterno, con potenziali vantaggi in termini di discrezione, praticità e continuità dell’ascolto". 

"Sentire sempre e ovunque"

"Per i pazienti – aggiunge Mandalà - rappresenta la risposta alla richiesta di recuperare la libertà fondamentale di poter sentire in qualunque situazione. È tuttavia fondamentale precisare che questa tecnologia non è indicata per tutti: la scelta deve essere effettuata dallo specialista sulla base delle caratteristiche cliniche e delle esigenze del singolo paziente". 

"Trattandosi di una soluzione nuova, sarà inoltre particolarmente importante raccogliere e valutare nel tempo i riscontri delle persone impiantate, per approfondire i risultati, l’esperienza di utilizzo e i benefici effettivamente riscontrati nella vita quotidiana".

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Accanto alla corretta selezione dei pazienti, assume particolare rilievo il follow-up successivo all’intervento. L’esperienza avviata a Siena si inserisce così nel percorso di sviluppo e valutazione delle nuove tecnologie in ambito otorinolaringoiatrico, con l’obiettivo di ampliare le possibilità terapeutiche disponibili e individuare, per ogni paziente, la soluzione più appropriata.