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Cronaca martedì 23 febbraio 2021 ore 12:37

Caporalato e autoriciclaggio, arresti e sequestri

Custodia in carcere per il titolare di un money transfer, arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati e interdizione per un commercialista



FIRENZE — I finanzieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza del Tribunale di Firenze che ha disposto una custodia cautelare in carcere per il titolare di un money transfer e gli arresti domiciliari nei confronti di quattro indagati, un divieto di dimora e l’interdizione per un anno dall’esercizio della professione per un commercialista. Un’azienda e tre veicoli sono stati sequestrati.

I reati contestati sono di associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro nonché l’esercizio abusivo dell’attività finanziaria e l’autoriciclaggio.

Le indagini hanno consentito di rilevare che un uomo di nazionalità marocchina, titolare di un money transfer, aveva posto in essere illecite attività di prestazioni di servizi di pagamento. E' emersa un’organizzazione dedita all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro. In particolare, l'uomo si sarebbe avvalso della collaborazione di due persone per gestire la manodopera irregolare, dalla fase del reclutamento sino al pagamento delle ore prestate.

Soggetti stranieri non in regola con la normativa in materia di lavoro, alcuni dei quali clandestini, venivano reclutati nella provincia e accompagnati presso aziende che necessitavano di forza lavoro, dove venivano impiegati in alcuni casi in condizioni igieniche non salubri.

In un’azienda del senese, operante nel settore della produzione di articoli di cosmesi, ora sottoposta a sequestro, sono stati individuati una decina di lavoratori privi di contratto, tra cui due irregolari. Il titolare e un dipendente dell’azienda sono stati sottoposti alla misura degli arresti domiciliari e la società e i veicoli utilizzati per il trasporto dei lavoratori irregolari sono stati sequestrati.

Nelle indagini risulta coinvolto anche un commercialista fiorentino, destinatario di una interdizione di un anno dall’esercizio della professione, secondo gli inquirenti avrebbe fornito al principale indagato una consulenza volta a produrre atti non rispondenti al vero sulla posizione dei lavoratori irregolari. 

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