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sabato 07 dicembre 2019

Attualità venerdì 15 novembre 2019 ore 09:24

Un bambino su dieci nasce prematuro

Domenica 17 novembre ricorre la Giornata mondiale del prematuro. Un seminario sulle cure perinatali in area vasta sud est



SIENA — Domenica 17 novembre ricorre la Giornata mondiale del prematuro, istituita nel 2008 e riconosciuta dal Parlamento Europeo grazie alla European Foundation for the Care of Newborn Infants.

L'obietttivo, spiega una nota dell'Usl sud est è "Sensibilizzare sul tema, sottolineare il valore dell’assistenza e l’importanza della prevenzione dei fattori di rischio".

"Nell'Ausl Toscana sud est - sottolinea l'azienda- un bambino su 10 nasce prematuro. Forte è l’impegno dell’Azienda sull'argomento sia un punto di vista assistenziale che di sensibilizzazione della cittadinanza".

Il 16 novembre è in programma un seminario su Le cure perinatali in Area Vasta Sud Est, organizzato da Ausl Toscana sud est e Aou Senese nell’Auditorium della Cassa Edile di Siena e rivolto a tutti gli operatori che lavorano nell'ambito del percorso nascita.

“Il seminario metterà a confronto molti temi che vedono impegnati i nostri professionisti quotidianamente - commenta Flavio Civitelli, direttore del dipartimento Materno Infantile della Sud Est -. Si tratta di un momento di sintesi che proponiamo ogni anno a cui aderiscono in tanti. I temi trattati saranno soprattutto il trasporto neonatale protetto, il trasporto in utero per la mamma con gravidanza a rischio e la gestione delle gravi complicanze. L'evento certifica il valore della Rete Neonatologica e del Percorso Nascita aziendali, che ginecologi, ostetriche, infermiere e pediatri neonatologi hanno istituito con la collaborazione di tutte le strutture (Terapia Intensiva e Rianimazione, Radiodiagnostica, Emergenza/Urgenza, Medicina di laboratorio e trasfusionale, Cardiologia, Oftalmologia etc). L'integrazione di Area Vasta con il terzo livello delle Scotte completa un quadro assistenziale che in termini di esiti e qualità delle cure costituisce un modello”.

"Come riportano all'unanimità le linee guida nazionali e internazionali - si legge ancora nella nota dell'Ausl sud est- l'età femminile al di sopra dei 35 anni costituisce un fattore di rischio per le principali e più gravi complicanze della gravidanza, come diabete e ipertensione gestazionali e ritardo di crescita. Negli ultimi decenni si è assistito a un progressivo incremento dell'età materna, che è passata da 25 a circa 37 anni. Secondo l'esperienza del Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) della Sud Est, l'età delle donne che ricercano tecniche di PMA è salita fino a una media di 40 anni, tanto che nell'ultima delibera regionale l'età limite si è spostata da 43 a 46 anni. In aggiunta a questo, il 40 per cento delle prestazioni riguarda l'eterologa femminile, legata alla ridotta riserva ovarica per età avanzata. Questi dati evidenziano come siano in costante e rapido aumento le pazienti con età materna avanzata, che avranno, quindi, maggiore possibilità di configurare casi di gravidanza ad alto rischio, con necessità di ambulatori dedicati per un'assistenza adeguata".



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