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giovedì 15 novembre 2018

Attualità lunedì 03 settembre 2018 ore 13:28

In permesso premio non rientra più in carcere

Stava scontando una condanna definitiva per furto ma poteva lavorare fuori dal penitenziario rientrando la notte. Ora è un evaso



SIENA — A dare notizia dell'evasione dal carcere di Siena è il sindacato di polizia penitenziaria Sappe in una nota a firma del segretario nazionale Donato Capece. Il detenuto, si legge, non ha fatto rientro dopo un permesso premio e allo scoccare delle dodici ore dall'orario previsto per il suo rientro, le 21 di ieri sera, è diventato ufficialmente un evaso. 

Le ricerche sono iniziate subito. L'uomo, spiega Capece, "beneficiava già dell'ammissione al lavoro art.21, che permette il lavoro all'esterno con pernottamento in istituto". In pratica usciva dal carcere alle 8 del mattino e tornava alle 21 per dormire in carcere. 

La sua evasione si aggiunge alle altre, poche in verità, che si verificano nelle carceri italiane. Nei primi sei mesi del 2018, si legge ancora nella nota, hanno inciso per lo 0,1 per cento sul totale dei permessi. Se non infatti verificate due "da istituti penitenziari, 27 evasioni da permessi premio, 7 da lavoro all'esterno, 7 da semilibertà e 17 mancati rientri di internati". Per questo, spiega Capece, questo "non deve perciò inficiare l'istituto della concessione delle ammissioni al lavoro all'esterno o dei permessi ai detenuti". 

I problemi, anche di altra natura, nei penitenziari restano se "ogni giorno giungono notizie di aggressioni a donne e uomini del corpo in servizio negli istituti penitenziari, sempre più contusi, feriti, umiliati e vittime di violenze da parte di una parte di popolazione detenuta che non ha alcuna remora a scagliarsi contro chi in carcere rappresenta lo Stato. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso, e le costanti e continue evasioni ne sono la più evidente dimostrazione. Ci aspettiamo provvedimenti concreti dal ministro della Giustizia Bonafede e dal capo dell'amministrazione penitenziaria Basentin", conclude Capece. Solo ieri, nel carcere di Prato, l'ultimo episodio dove un agente è stato ferito alla gola con una lametta



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