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giovedì 15 novembre 2018

Cronaca lunedì 27 agosto 2018 ore 12:40

Sequestrati 4,8 milioni al re del Brunello

L'imprenditore Jacopo Biondi Santisarebbe finito nel mirino del fisco per reati tributari. I legali: “Il fisco non ha perso nemmeno un euro”



MONTALCINO — Jacopo Biondi Santi indagato dalla procura di Siena per reati tributari. Nei suoi confronti è stato eseguito un sequestro per circa 4,8 milioni di euro tra terreni, immobili e beni immobili. 

L'imprenditore, sesta generazione dei creatori del Brunello di Montalcino, secondo La Nazione che riporta la notizia, sarebbe al centro di un'inchiesta portata avanti dal procuratore capo Salvatore Vitello con Niccolò Ludovici, con l'ausilio della Guardia di Finanza.

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbe l'operazione siglata da Jacopo Biondi Santi con i francesi di Epi Group, proprietari dei marchi più noti di champagne a cominciare da Charles Heidsieck. 

La figlia di Jacopo Biondi Santi, Clio, è assessore ai servizi all'infanzia e all'istruzione nella nuova giunta del sindaco di Siena Luigi De Mossi. La 27enne non ricoprirebbe alcun ruolo operativo all'interno del Gruppo oggetto d'indagine.

In una nota, lo studio legale tributario Dentons di Milano, che difende Biondi Santi, precis "le operazioni oggetto di contestazione non hanno generato nel complesso la benché minima
sottrazione d'imposta. In altri termini, a seguito delle operazioni contestate il Fisco non ha perso nemmeno un euro; tali operazioni, infatti, sono state effettuate esclusivamente per fini estranei a motivi fiscali". Per lo studio legale la Finanza
"non ha tenuto conto dei principi più volte affermati dalla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, i quali conducono a opposte conclusioni. La Corte di Giustizia Ue è la più alta
autorità in materia di Iva avendo questo tributo matrice comunitaria e chiunque, per quanto concerne l'applicazione di tale imposta, deve conseguentemente attenersi rigorosamente ai
suoi dettami, a nulla rilevando, ove siano difformi,
interpretazioni di qualsiasi altro soggetto".

A sua volta da Parigi in un comunicato il gruppo Epi ha fatto sapere: "Dalle informazioni in nostro possesso si tratterebbe di un'indagine verso una persona fisica per questioni amministrative e contabili che risalgono a diversi anni prima dell'ingresso del gruppo Epi nel capitale di Biondi-Santi. Nessuna delle società controllate da Epi è coinvolta nell'inchiesta menzionata dalla stampa".

"Questa vicenda - si legge ancora- non riguarda le operazioni viticole di Biondi-Santi e quindi non ha alcun impatto sulla gestione operativa quotidiana della tenuta Il team di Biondi-Santi rimane concentrato sullo sviluppo dell’azienda e sulla qualità dei suoi vini". 



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