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giovedì 14 dicembre 2017

PAROLE MILONGUERE — il Blog di Maria Caruso

Maria Caruso

MARIA CARUSO - “Una vita da vivere” è il primo libro che ha scritto dopo aver visto il primo cielo a San Felipe in Venezuela ed aver fatto il primo ocho atràs a Pisa. E' in Italia dal 1977 e per tre anni ha abitato in Sicilia. Le piace raccontarsi e raccontare con le parole che le passano per la testa ballando un tango in milonga. Su Facebook è Marina de Caro

​I social network nel tango argentino

di Maria Caruso - sabato 14 maggio 2016 ore 21:00

I servizi di rete sociali chiamati anche social network sono stati concepiti per facilitare la gestione dei rapporti sociali consentendo la comunicazione e la condivisione immediata tra le persone. Ogni tanghero/a che si rispetti fa uso di questi servizi internet in particolare di Facebook costituendosi un profilo pertinente e dei contatti, ove pubblica aggiornamenti, specie su argomenti di Tango ma soprattutto per ricevere le notifiche degli amici e dei gruppi tangheri ai quali si è iscritto/a (cioè tutti quelli esistenti, anche se sono all’altro capo del mondo). 

Ora considerando che FB è disponibile in settanta lingue e conta 1,65 miliardi di utenti attivi mensilmente, potete immaginare perché ne voglio parlare. I tangheri possono finalmente comunicare o meglio inviare messaggi o chattare con tutti senza fare la mirada. E per molti questo è, direi il non plus ultra, più di un afrodisiaco. Per meglio tenersi informati su quanto succede richiedono le notifiche automatiche dei personaggi che più interessano in modo da essere sempre a conoscenza degli affari degli altri. E, ciliegina sulla torta, postano le foto, specie quelle che li ritraggono e mostrano la loro performance. 

Fin qui tutto regolare. Arrivano le richieste di amicizia da più parti e da personaggi di ogni genere. Ovvio che l’amicizia a un tanghero/a si da a prescindere anche se non si conosce personalmente, poiché l’interesse in comune, fa da padrone in questi casi. Appena accetti l’amicizia, quindi non ti conosce, indaga su tutto il tuo profilo fin da quando sei nata e comincia maniacalmente a mettere mi piace su ogni tua foto, commento o tag. 

A quel punto non manca di mandarti il buongiorno, la buona notte e durante la giornata un salutino da parte del nuovo arrivato, non ti manca mai. Il “neo amico” accumulando coraggio per ogni faccina sorridente che mette suoi tuoi post, comincia a mandare messaggi privati. A parte i primi convenevoli arriva presto all’invito da parte sua di andare a trovarlo/a, anche se abita a 2000 km di distanza poiché è noto che i tangheri nella loro vita non fanno altro e così via fino a quando ti chiede: “Dove vai stasera a ballare?” come se per il solo volerlo, nel giro di mezz’ora, potesse essere lì a ballare con te. 

Chissà magari talmente attratto da te, in un attacco di “genio-ite” acuta, inventa il teletrasporto e ci riesce. Direi di provare a inventarsi una milonga virtuale dove i membri del gruppo in chat possono invitarsi per una tanda con messaggi in pvt per poi finita la chiacchierata, ritornare nel gruppo a invitare qualcun altro. Potremmo chiamarla BadooTango

Poi ci sono le richieste di amicizie di quelli che conosci per caso in milonga che una volta a casa si mettono alla ricerca forsennata degli amici, degli amici, degli amici in comune per trovarti. Una volta arrivati allo scopo esordiscono: “Il sogno di ogni ballerino è quello di ballare con una donna bellissima, bravissima e sexy quale sei tu”. A quel punto dici grazie e per te fine della storia. Il tanghero dopo vari altri tentativi andati a vuoto, desiste rimuovendoti dagli amici perché offeso ma a distanza di tempo quando ti rincontra in milonga e non si ricorda di te ti chiede nuovamente l’amicizia e invia lo stesso messaggio “copia e incolla” tu non puoi non pensare: “Questo è rintronato sodo!”. 

Che dire! I nostri tangheri non si ricordano di aver ballato con te la sera precedente se t’incontrano il giorno dopo con una pettinatura diversa per cui, possiamo onestamente comprenderli e avere compassione. Diciamo che FB evita le figuracce di quando chi t’invita a ballare ti saluta per nome e tu non sai nemmeno chi sia. Oppure quando innocentemente dici: “Ma noi due abbiamo già ballato?” e ti risponde non solo in quali posti lo avete fatto ma anche quante volte, e a quel punto vorresti sprofondare e mettere la testa sotto la sabbia. 

Utilità massima del sistema è per gli organizzatori che con un colpo solo riescono a informare dei loro eventi migliaia di persone. Poi però per contro, ci sono gli utenti che si divertano a mettere “m’interessa” o “parteciperò” simultaneamente in svariate milongas solitamente a distanza di cinquanta o più km l’una dall’altra, con l’idea di non andare però da nessuna parte. 

Ma perché? Il mondo comincia a diventare un po’ strano, il mondo tanghero di più.

Maria Caruso

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