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lunedì 14 ottobre 2019

BAGGIO, OH YES! — il Blog di René Pierotti

 René Pierotti

Sono nato a Pontedera nel 1982, appassionato di calcio da sempre, o meglio da quando giocavo a pallone con mio zio nel corridoio di casa. Mio padre mi ha regalato una moto quando avevo quattro anni, sono sceso poco dopo perché non ero veloce. Mi piace vederle correre più che starci sopra. Mio nonno si faceva arrivare il giornale a casa tutti i giorni e io, per fortuna, lo leggevo. Il blog si chiama così in onore al gol di Baggio contro la Cecoslovacchia a Italia '90 e al telecronista inglese che lo commentò. Lavoro a Toscana Media Qui News dal 2014.

Il destino di Leo Messi si decise (anche) a Pisa

di René Pierotti - martedì 17 settembre 2019 ore 07:50

Se oggi Leo Messi è considerato il o uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi è anche per un fatto che successe a Pisa, nel 2002. In quell'edizione del Trofeo Maestrelli vinse il Barcellona sul Parma, 2-0 e Messi fu scelto come miglior giocatore del torneo.

Come molti sanno l'argentino, oggi 32enne, da piccolo aveva problemi di crescita e il suo passaggio al Barcellona avvenne perché nella terra natia nessuna società era in grado di garantirgli il pagamento delle costose cure necessarie a integrare l'ormone mancante. A quel tempo (fine anni novanta) l'Argentina era in gravissima crisi finanziaria.

Così il padre Jorge si rivolse all'Europa ed ebbe un provino con i blaugrana. Leo all'epoca giocava per i Newell'Old Boys, una squadra di Rosario, sua città natale.

La storia, nel dettaglio, è raccontata nella biografia Pulce scritta da Guillem Balague. Jorge Messi riuscì ad ottenere la promessa che il Barcellona avrebbe pagato la cura, garantito un lavoro al padre e una casa dove poter vivere. Il Barca però viveva giorni travagliati dal punto di vista societario e l'accordo, seppur certo, faticava a diventare operativo. C'erano anche problemi con i documenti e per diversi mesi il ragazzino non poté giocare gare ufficiali. 

Messi era basso, fragile e taciturno anche se in campo era già velocissimo e incredibile nei dribbling. Nella squadra dell'87 c'erano anche due suoi futuri compagni, Cesc Fabregas e Gerard Pique.

Il Barcellona, visto l'immenso talento di questo piccoletto, si decise a pagare le cure e Messi alla fine crebbe 29 centimetri in 29 mesi, raggiungendo l'altezza attuale di 169 centimetri.

Per quanto riguarda Pisa l'ex compagno Victor Vazquez nel libro di Balague racconta: "Quando andammo a Pisa per un torneo juniores, alloggiamo in un albergo. Era come un campeggio estivo, stavamo insieme giorno e notte. Data l'assiduità, noi cominciammo a coinvolgerlo nei nostri scherzi, e lui acquisì sicurezza". Sì perché Messi, nonostante la fama mondiale e i riconoscimenti, è sempre stato una persona timidissima. A maggior ragione quando era un adolescente in ritardo nella crescita, straniero in un gruppo di spagnoli.

Messi al Maestrelli giocò con la maglia numero 14, la stessa che portava Johan Cruijff. Oltre a miglior giocatore fu anche capocannoniere del torneo, nonostante giocasse ala sinistra. Cliccando qui il video con tutte le giocate di Messi in quella finale. Curiosità: nel Parma di quella finale giocava un altro 1987 molto promettente, l'italo-americano Giuseppe Rossi, altro mancino di grande talento bloccato però dagli infortuni e attualmente svincolato.

Messi, ricorda il libro, era bravo anche alla Playstation e vinse anche quel torneo giocato nelle camere dell'albergo pisano, fra i compagni di squadra. La Playstation fu decisiva per il suo ambientamento: "In quel viaggio vedemmo un Leo completamente diverso - ha detto Cesc Fabregas - cominciò a sentirsi parte del gruppo. Restava un timido, ma l'esperienza in Italia gli fece bene". Al ritorno in Catalogna l'appartamento dove Messi viveva con il padre (la madre e i fratelli abitavano ancora a Rosario) fu scelto come luogo ufficiale dei tornei di Ps. 

L'ambientamento di Messi infatti fu più difficile perché, oltre a essere molto timido, l'argentino viveva con il padre mentre molti compagni abitavano insieme nella Masìa, la struttura che ospitava i giovani del Barca.

Quindi quell'avventura intensiva a Pisa legittimò Messi all'interno del gruppo. Da leader tecnico (nonostante l'altezza era il più forte di gran lunga) il timido ragazzino riuscì a farsi ben volere nel gruppo che poi avrebbe portato in prima squadra lui, Pique e, dopo l'esperienza all'Arsenal, anche Fabregas.

Prima squadra in cui è ancora oggi. Al settembre 2019 ha collezionato 687 partite e 603 gol. E' il miglior marcatore di sempre e quello che ha vinto più trofei.

René Pierotti

Trofeo Maestrelli Finale Barcellona - Parma 2002

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