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Attualità mercoledì 18 novembre 2020 ore 15:18

​De Mossi: “Ora fuori dalla zona rossa”

Il sindaco rilancia l’ipotesi del governatore Giani. Appello al governo: dateci un cronoprogramma



SIENA — Il sindaco di centrodestra Luigi De Mossi sta con il governatore di centrosinistra Eugenio Giani che a sua volta è stato ispirato dal primo cittadino di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Unità d’intenti applicata alla zona rossa che blinda la Toscana e supera il colore politico. Qui da cancellare c’è solo il rosso (è l'obiettivo comune) dichiarato dal governo in base a 21 criteri elaborati dall’algoritmo sui quali, proprio il presidente della Regione non ha esitato a dichiararsi “deluso e amareggiato”. 

C’è di più: dati alla mano sull’andamento dei contagi in Toscana, Giani ha paventato l’idea di chiedere al ministro della Salute Speranza, possibilista sulla revisione di zone off limits anche su scala locale, di “liberare” le province di Siena e Grosseto che mostrano un quadro Covid migliore rispetto ad Arezzo, provincia finora con il più alto tasso di positivi. 

Se il sindaco di Grosseto Francesco Vivarelli Colonna (centrodestra pure lui) ha lanciato l'idea, raccolta subito dal governatore Giani, anche a Siena il primo cittadino Luigi De Mossi non ha perso tempo: “Sarebbe ragionevole tenere conto della favorevole situazione di Siena che è ben diversa da altre aree della Toscana" e dunque come proposto da Giani " far tornare la nostra città e Grosseto in area arancione”. 

Per il sindaco senese “è doveroso tenere conto delle realtà locali. Della disciplina e civiltà di ogni singola area. Nessuno chiede una riapertura senza criterio ma i senesi hanno risposto in maniera adeguata e puntuale alle prescrizioni dei vari Dpcm. Il Governo deve tenere conto di questo e dei dati, che a Siena sono molto più bassi rispetto ad altre zone della Toscana. Pur con tutte le prescrizioni e attenzioni del caso, la comunità senese vada premiata”. Di segno diametralmente opposto la posizione del sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli che avverte: “In Toscana no a figli e figliastri”. Tenzone campanilistica all'orizzonte? Vedremo.

De Mossi dice anche che “non sono solo gli ospedali di 'secondo livello' a dover avere un'area Covid, ma la devono avere tutti gli ospedali. E' giusto per quei territori e per la prossimità, perché la salute si declina sul territorio e sulla vicinanza alle persone”. Il che fa pensare alle Scotte, finora unico ospedale no Covid dell’Asl Tse. 

Sul fronte economico il sindaco senese lancia un appello a Roma: “Chiedo al governo prospettive e un crono programma. Le persone non possono essere costrette a chiudere la propria attività commerciale da un giorno all'altro. Gli imprenditori devono sapere quando dovranno chiudere, quando potranno riaprire”.

Lucia Bigozzi
© Riproduzione riservata



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