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Attualità venerdì 13 novembre 2020 ore 16:15

​“Inquinamento autostrada per il Covid”

Il monito dei ricercatori al Festival della Salute sulla correlazione tra PM10 e la trasmissibilità del virus



SIENA — La pandemia ha riportato alla ribalta il tema dell’inquinamento collegato ad una maggiore trasmissibilità del Covid. Al Festival della Salute di Siena, ha fatto il punto Leonardo Setti, docente della Facoltà di Chimica Industriale all’Università di Bologna, che ha collaborato ad alcuni studi con ricercatori di diverse università italiane, proprio sul tema della correlazione tra elevata presenza di particelle inquinanti nell’aria e trasmissione del virus. 

Il monito dello studioso è netto: “L’inquinamento non solo nuoce gravemente alla nostra salute, ma è stato dimostrato che aumenta gli effetti del virus. Le ricerche condotte dalla nostra equipe hanno preso in esame il campionamento delle emissioni legate all’inquinamento delle particelle PM10 (particolato atmosferico) analizzando la correlazione tra la diffusione del virus e l’elevato numero di particelle presenti nell’aria. L’aria inquinata diventa più statica ed il particolato che resta sospeso crea al virus delle autostrade per diffondersi in maniera più facile”. 

Setti aggiunge: “L’ipotesi che è stata fatta è che probabilmente le micro gocce che fuoriescono dalla bocca, hanno una buona probabilità di aggregarsi al particolato e stabilizzarsi così nell’aria raggiungendo distanze più importanti rispetto a quelle considerate di sicurezza”. 

Sulla stessa lunghezza d’onda Alessandro Miani, presidente della Società italiana di Medicina Ambientale: “Ambiente inquinato significa problemi gravi per la salute umana, animale e vegetale. Già oggi con la pandemia abbiamo avuto un primo “alert” importante. Ne avremo altri sempre più frequenti perché siamo vicini al crollo degli ecosistemi. E’ necessario agire in tempi rapidi, attraverso la transizione energetica, la promozione delle energie rinnovabili e l’abbandono del fossile, le cui emissioni agiscono su inquinamento atmosferico e cambiamento climatico”. L’Italia vanta un primato negativo: oggi in Europa è al primo posto per numero di morti causate dall’inquinamento atmosferico.



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