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martedì 20 agosto 2019

Sport sabato 20 luglio 2019 ore 11:39

Mens Sana, un puzzle per ripartire

La Polisportiva va avanti con un’ipotesi di partecipazione alla Promozione toscana. Verso il default la Msb1871



SIENA — Metà luglio travagliata per le vicende Mens Sana Basket, quasi servirebbe una mappa per seguire tutte le ramificazioni.

La Caduta degli dei.

La Mens Sana Basket 1871 SSD a R.L., cioè la società che si era iscritta lo scorso ottobre alla Serie A2 Ovest (ed era stata esclusa per violazione della lealtà sportiva), oggi è praticamente una società fantasma: senza un dipendente, senza un responsabile, quasi senza sede. L’amministratore delegato straordinario, Massimo Dattile che ci rilasciò un’intervista esclusiva qualche settimana fa, si è dimissionato nei giorni scorsi, rimettendo al Presidente Massimo Macchi che ha chiuso il suo domicilio a Siena, la totalità delle proprie deleghe. L’atteso Consiglio federale che doveva sancire la radiazione del sodalizio a inizio settimana non ha provveduto, il precedente invece aveva deferito Massimo e Filippo Maria Macchi per dichiarazioni lesive. Il prossimo passo che quel che resta del sodalizio deve affrontare è rappresentato dall’udienza presso il Tribunale fallimentare di Siena il prossimo 6 agosto; in quella sede il giudice si pronuncerà sulla richiesta di concordato presentata dalla Mens Sana Basket 1871. Non è escluso che eventi sopravvenuti portino all’apertura della fase concorsuale. Lo slittamento di date – una prima udienza si era tenuta il 25 giugno – ha di fatto reso incompatibile il presunto salvataggio della Società con le procedure di iscrizione al prossimo campionato. Questo ha giustificato le dimissioni di Massimo Dattile che così le ha argomentate ai soci di Mens Sana, cioè la Siena Sport Network Srl, Il Consorzio Basket e Sport a Siena, l’Associazione Io Tifo Mens Sana e la Polisportiva Mens Sana. Dattile ha sottolineato che “allo stato dei fatti il mio ruolo, finalizzato alla gestione della crisi che ha investito il sodalizio, può ritenersi concluso. Il rinvio del termine disposto dal Tribunale, per l'eventuale ammissibilità alla procedura di concordato preventivo, che ritenevo essere l'ultima vera possibilità di 'sopravvivenza', ha di fatto definitivamente vanificato ogni possibilità di intervento e quindi di coinvolgimento di soggetti terzi assolutamente necessari sia dal punto di vista sportivo a garanzia della necessaria, ancorché meno blasonata, continuità di impresa, sia a sostegno del progetto concordatario. Nella speranza che possiate evitare il fallimento della Società vi ringrazio per l'opportunità professionale che mi è stata offerta, e per la quale ho cercato, nonostante la surreale situazione, di adoperarmi al meglio. Rimango con l'amarezza di essere stato lasciato veramente da solo nonostante in molti e di diversa estrazione, che ho avuto modo di conoscere in questa breve esperienza, hanno sostenuto con forza che questo 'bene’ è 'comune' ed appartiene alla 'collettività senese'”.

Morta una Mens Sana se ne fa un’altra.

A fine giugno l’annuncio della Polisportiva Mens Sana, l’istituzione no profit che è madre da sempre della società di basket. Avendo rilevato le giovanili con accordo con Dattile nell’ultimo mese di attività e riportate le medesime sotto il codice Fip del Mens Sana Basketball Academy, in funzione per il 2018-2019 per il solo minibasket, ha annunciato la volontà di dar vita a una squadra senior. Le scelte sono tutte razionali e giustificate dalla volontà di creare uno sbocco di attività per chi più giovane non è e dalla consapevolezza che basket e Mens Sana sono quasi sinonimi. Sono state date garanzie di buoni servizi a genitori e tesserati, è stato preso quasi in blocco lo staff allenatori dell’anno scorso tra i quali ha assunto un ruolo caratterizzante PierFrancesco Binella ed è stata data autonomia operativa a un dirigente che seppur giovane somma in sé le due anime della Mens Sana che lo hanno preceduto. Si tratta di Riccardo Caliani. Scelte ineccepibili, e tutte sostenibili, a cominciare dal fatto che la Mens Sana si iscriverà al gradino più basso della gerarchia cestistica, il campionato interprovinciale di Promozione. Nucleo della nuova squadra saranno i tesserati Under 20, anche se i presunti migliori stanno emigrando verso società di serie C, e qualche senior che non rinuncia ad appendere le scarpe al chiodo ed è stimolato da un percorso solo hobbistico nella categoria più bassa del basket toscano. Per chi dirige la Società il traguardo aggiuntivo di dover ricostruire tante intese, anche commerciali, a supporto dei campionati più difficili che verranno negli anni a seguire.

Vecchie ruggini non si dimenticano.

L’annuncio della Polisportiva di voler ripercorrere in proprio anche il percorso della squadra senior, ha stoppato un progetto della tifoseria che maturava dalla tarda primavera, creare cioè una sezione appartenente alla Polisportiva, ma autonoma nella gestione che avrebbe messo in campo la squadra senior. Di fatto un super-abbonamento avrebbe garantito parte della finanza, unitamente a un cartello di sponsor che per tre anni si sarebbe legato al sodalizio. L’incontro a chiarimenti fra le due componenti ha aumentato il divario anziché appianarlo. Ne sono usciti tirando fuori vecchie sanzioni per il comportamento della tifoseria e atteggiamenti minatori da parte della Polisportiva. I tifosi “nudi e puri” che stavano dietro a questo progetto si sono sentiti trattati da meri consumatori, anziché da pionieri. Ci vorrà tempo per recuperare la fiducia. Per ora la cosa è finita sui gruppi social e non brilla proprio la volontà di cementare le due componenti.

Ma l’Amministrazione cosa fa?

Procrastinato oltre il lecito, rimane sempre l’appuntamento della tifoseria con l’Amministrazione civica per la consegna di una petizione con 2428 firme. Quando avverrà, sembra l’incontro sia fissato martedì, il passaggio successivo da fare comunque non sarà chiaro. Il sindaco De Mossi si era già lasciato coinvolgere da un evento pubblico quando è iniziata la crisi Mens Sana. La sua richiesta alla Società di vedere la contabilità non venne esaudita, così è arrivato anche il motivo per non intervenire su vicende che sono ritenute appartenenti a un sodalizio privato. Più tardi il sindaco, o suoi fiduciari, si sono limitati a incontrare e ascoltare gli esponenti del Fondo Inglese per verificare in anticipo la fattibilità del loro progetto (settanta milioni di ristrutturazioni sull’area se la stessa gli verrà conferita per un euro simbolico). La petizione parla di onore e orgoglio cittadino; pur se si tratta anche di sport e non di servizi primari alla cittadinanza, quindi da collocare nella giusta posizione quando le risorse non avanzano, l’Amministrazione ora ha il problema di uscirne con un progetto compiuto. Riteniamo che non abbia alternative al proporre sostegno alla Polisportiva che ha ancora del tutto irrisolti i propri problemi strutturali di impiantistica. Per l’Associazione che ha raccolto le firme invece l’operazione ha il sapore del canto della fenice.

Già, il Fondo inglese!

Di fatto, stando alle cronache, pur se decanta di avere i soldi, gli mancano molte altre cose, diciamo in primis la diplomazia e la volontà di legare con la città. Ad oggi il Fondo è svanito, ma non è detto che non abbia imparato dai propri errori e si sia mantenuto sotto traccia. Fra le molte cose dette, ricordiamo che avevano un accordo già concluso con un imprenditore terzo per i terreni prospicienti l’area Mens Sana. Questa roba, quindi da qualche parte dovrà andare. Nulla invece arriva dalla Polisportiva che ha respinto sdegnosamente le tre offerte fatte che partivano da una certezza non dimostrata che loro fossero l’unica possibilità di salvezza della Polisportiva stessa.

Il passato che ritorna.

Udienze a ritmo serrato per il fallimento della Mens Sana Basket Spa, la società fallita dopo aver disputato il campionato del “Something’s different”. In una di esse, il presidente del Tribunale di Siena ha negato a Ferdinando Minucci, ex presidente, i benefici di un patteggiamento concordato con il Pm che limitava a quattro anni di reclusione l’ammontare della sua pena. Di recente è apparsa sui giornali di tutta Italia la notizia che Minucci avrebbe presentato una denuncia contro Egidio Bianchi, oggi presidente della Lega Basket, ma allora liquidatore della Mens Sana Basket Spa, per false informazioni al pubblico ministero che avrebbero determinato l’arresto dello stesso Minucci. Il denunciato nega la circostanza, ma la nuova vicenda sembra solo agli inizi.



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