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Attualità giovedì 07 aprile 2016 ore 20:30

Mps, influenza totale della politica

​L'ex sindaco Vittorio Mazzoni della Stella: "l’influenza della politica su Mps c'è da sempre, anche nella più piccola delle società controllate"



SIENA — Un'altra dichiarazione choc, ma che forse per molti a Siena è solo l'ennesima conferma di una verità risaputa.

Vittorio Mazzoni della Stella, sindaco di Siena dal 1983 al 1990, rispondendo alle domande di Giacomo Giannarelli (M5S), presidente della Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale sull’istituto di credito senese ha dichiarato che la politica nelle decisioni dell'istituto senese ha sempre avuto un'influenza totale.

“Nella Prima Repubblica le decisioni venivano assunte dagli organi direttivi dei partiti, dopo un accordo generale sulle nomine – ha aggiunto Mazzoni della Stella nel corso dell’audizione - In seguito la prassi è continuata con un centro decisionale composto da due o tre persone al massimo”.

Mazzoni della Stella è stato anche presidente e vicepresidente della banca, la crisi, secondo lui ha radici molto lontane. 

“Si coglie qualche barlume di luce quando la procura di Salerno comincia ad indagare sul pastificio Amato – ha affermato – Nessuno parla poi della onerosissima acquisizione della Banca Agricola Mantovana, di cui avevano fatto incetta di titoli i famosi ‘cavalieri del nord-est”.

Sulla Banca del Salento Mazzoni della Stella ha ricordato “che furono affissi sulle mura della città manifesti che parlavano espressamente di tangenti, senza che questo abbia determinato né l’apertura di indagini né querele per diffamazione”. “A partire dal 2007 fino al 2011 Mps ha distribuito patrimonio – ha affermato - Un esempio stupefacente si riferisce al bilancio 2009, quando per realizzare un utile inesistente, basato su componenti straordinarie del bilancio, in piena crisi dei subprime e con un’impennata del contenzioso, abbatte il fondo generico sul credito di 350 milioni”. A suo giudizio qualche elemento utile può venire anche da una riflessione su quanto è accaduto nella vicenda Sorgenia del gruppo De Benedetti.

“La Toscana ha subito un colpo durissimo – ha concluso Vittorio Mazzoni della Stella – Questa regione ha un bisogno disperato di credito industriale. Una riflessione su questo va avviata, tenendo conto dei rischi e delle cose da non fare, che emergono da quanto accaduto in questi anni”.

La commissione inoltre ha ascoltato Andrea Paci, ordinario di economia e impresa all’università di Firenze.

Fu nella deputazione generale di Mps dal 2001 al 2009 su indicazione della Regione Toscana  

“La deputazione generale ha compiti di indirizzo strategico – ha precisato – In questi anni non ho mai avuto indicazioni di voto. Ogni anno, in preparazione del documento di programmazione strategica, si sono svolti incontri istituzionali, cui la Regione partecipava con il presidente o con l’assessore competente” . “Sul piano strategico l’acquisizione di Antonveneta era un’operazione convincente – ha aggiunto il professore – Poteva nascere un modello originale di banca rivolta al sistema produttivo. Quello che non capisco è stata la mancanza di una due diligence per verificare la qualità degli assett: un atto dovuto”.


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