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mercoledì 20 novembre 2019

Politica martedì 10 settembre 2019 ore 19:40

​“Premiare solo chi si mette in discussione”

Claudio Marignani, unico consigliere mai eletto dal centrodestra senese in Regione, spiega la sua scelta per le liste civiche



SIENA — Oggi l’attività di Claudio Marignani si misura in chilometri percorsi. Ne fa non meno di dieci al giorno lasciando di buonora la casa fuori Camollia e fermandosi a ogni capannello, ogni persona conosciuta che vuole raccontargli qualcosa di come Siena va o non va. Instancabile. Sessantatre anni, trapiantato nella banca madre e da essa uscito con l’esodo, ha iniziato la militanza politica nello scudocrociato e poi ha seguito la migrazione comune dei moderati verso il centrodestra berlusconiano. E’ stato coordinatore provinciale del Pdl e, ad oggi, unico consigliere regionale eletto a Siena nel centrodestra. Dopo l’esperienza di civismo attivo nella Mongolfiera di cui è stato fra i fondatori, ha dato vita al Circolo Sena Civitas, dove oggi è innegabile forza motrice. Incassatore. Fino all’esperienza De Mossi sempre schierato con l’opposizione, ha come caratteristica peculiare una cortesia di approccio e di modi che ha rari paragoni, almeno finché non si trova davanti a manifesti soprusi che gli scatenano una vis combattiva da irriducibile. Cinquemila indirizzi mail a disposizione, con il suo telefonino “whatsappa” di continuo la comunità senese, sempre attento al parere del suo direttivo che, assieme alla presidentessa Fiorella Mariotti, convoca con regolarità per ascoltare, discutere e rappresentare le voci meno udibili della città.

Sena Civitas oggi è in maggioranza. Come è cambiata la tua vita e le tue suggestioni politiche?

“Ricordo l’emozione entrando nella Sala delle Lupe la sera della vittoria elettorale, ma anche il timore che un gruppo di potere camaleontico potesse essere ancora forte e presente, rendendo vano l’impegno, la coerenza e le speranze di migliaia di senesi. Parte dei timori erano giustificati; per questo mantengo come sempre la barra ferma e un forte impegno civile. Trovo compiacimento nella figura del Sindaco, garante ideale delle mie aspettative, sulla cui persona nutro massima stima e su cui ripongo la fiducia”.

Cosa ti ha fatto abbandonare i partiti tradizionali in nome del civismo attivo? Cosa cambia e cosa ti rende orgoglioso?

“Ho abbandonato i partiti, che ritengo comunque essenziali per la democrazia e che voto nelle competizioni elettorali non amministrative, quando ho toccato con mano che gli interessi politici fiorentini e romani prevaricavano quelli territoriali. Con il civismo si hanno le mani libere, niente intromissioni o pressioni dall’alto, solo la coerenza di un’appartenenza all’area moderata e sempre al primo posto gli interessi della comunità in cui vivi”.

Recentissimamente il Circolo ha voluto fare outing e precisare perché in Comune è spesso in contrasto. Siamo agli inizi di una separazione?

“Assolutamente “no”. Abbiamo dato il nostro consenso, peraltro importante numericamente e indispensabile per la vittoria, e restiamo saldamente maggioranza. Come ho già avuto modo di scrivere, essere in maggioranza non significa rinunciare a chiedere chiarimenti o a dire ciò che si pensa. Importante è che le posizioni siano costruttive”.

Quali sono le opportunità non ancora percorse dalla maggioranza consiliare del Comune di Siena?

“Vorrei vedere un maggiore sforzo nel cercare di cambiare metodi e mentalità, nel favorire la formazione di una nuova classe dirigente, nel perseguire il rinnovamento atteso. Il resto poi viene a cascata”.

Quali le cose che ti confermano nella giustezza di sorreggere il mandato del sindaco De Mossi?

“Il fatto che noi – mantenendo fede alla nostra lealtà e correttezza - continueremo ad essere la coscienza critica della maggioranza, le indubbie capacità del Sindaco, l’impegno profuso dalla nuova Amministrazione nel portare a compimento aspetti programmatici importanti e anche da noi condivisi, l’appartenenza all’area moderata. Questo per dare solo alcuni spunti. In ogni gestione complessa è poi vero che ci siano anche cose migliorabili o che necessitano di confronto. Per questo sollecitiamo un maggiore coinvolgimento delle forze politiche che sostengono la maggioranza, nelle scelte di indirizzo. Se non con i partiti e le liste civiche con chi confrontare i temi politici di interesse generale? Non si possono continuare ad apprendere dai giornali scelte già operate. Da tempo proponiamo un ufficio politico come luogo deputato allo scambio di idee e al confronto. In sintesi una gestione trasparente ad ampio spettro e condivisa. Per noi poi è ancora più di disagio il fatto che un sindaco “civico”, non dialoghi con le liste civiche e in particolare con “Sena Civitas”, di chiara area moderata”.

I parametri della legge elettorale hanno consentito al sindaco di circondarsi di persone elette nel suo listino e molte consulenze. Vero che questo provoca malesseri nella maggioranza e impedisce che gente nuova, di confessione moderata, possa subentrare tra i nominati di secondo livello?

“Non ritengo esista un problema di nomine in senso stretto, il tutto è legato alla “formazione” di una nuova classe dirigente che possa guidare Siena nei prossimi 20 anni. Senza dare la possibilità di fare esperienza, senza far assumere responsabilità gestionali, diviene poi facile e quasi naturale il ripescaggio anche di chi ha fatto parte del “sistema Siena”. Questo non significa rinunciare a professionalità e disponibilità, ma tutto dovrebbe avvenire in una trasparenza di processi politici e di percorsi personali”.

Ti si può considerare un esperto di politica. In tal senso, cosa pensi del fatto che forze politiche altrove vincenti siano così in difficoltà. Ci riferiamo al protratto commissariamento della Lega o all’assenza dall’arengo dei pentastellati… Come influiscono politicamente questi fatti?

“In generale i partiti credo soffrano della mancanza di ideologie, fatto che porta a riconoscere come classe dirigente persone volenterose ma improvvisate alla politica. L’assenza di risorse e di organizzazione territoriale diffusa, anche logistica, limita il confronto e la crescita di un gruppo coeso e formato. In una provincia che per 70 anni è stata guidata dalla sinistra, il fenomeno è ovviamente molto più marcato. L’inesperienza di molti è poi terreno fertile per quanti vogliono le mani libere. Sena Civitas in questo è un po’ un’eccezione. Abbiamo una sede, facciamo riunioni settimanali del gruppo politico, mensili del direttivo, abbiamo più gruppi whatsApp, una pagina Fb seguita da oltre 1.300 persone, mailing list di informazione. Il nucleo di oltre 300 famiglie coinvolte nelle varie forme e attività anche ricreativo-culturali, ci rende una realtà fortemente radicata nel tessuto cittadino e presente in modo proattivo; una realtà capace di sviluppare progettualità anche grazie alle numerose alte professionalità a noi vicine. Ma soprattutto stiamo sui fatti e esprimiamo continuamente il nostro pensiero”.

Vogliamo mettere il punto-fine all’affaire Apolloni? Cosa pensi tu e cosa pensa il Circolo che ha chiesto vanamente un rimpasto di giunta? Quale Assessore di vostro riferimento?

“Queste sono 3 domande. Cercherò di sintetizzare. Mi sembra che il punto “fine” l’Assessore lo stia mettendo da sola. Terminate le idee di Sena Civitas (bonus bebè, affido anziani, regolamento e verifiche occupanti alloggi ERP etc), maturate in mesi di discussione interna al Circolo e di cui nessuna è farina del suo sacco, considerato lo svuotamento di competenze dell’assessorato (abbiamo resi pubblicamente noti i motivi oggettivi), il ruolo dell’Assessore è divenuto estremamente marginale. Questo non significa che il tema sociale, di nostro particolare interesse, non venga seguito con la massima attenzione ed errori clamorosi come quello sul Bonus Bebè impossibile da assegnare o il passaggio di competenze comunali alla Società della Salute, a guida PD, non siano oggetto di nostre interrogazioni. E’ poi naturale che una realtà politica ambisca legittimamente ad essere rappresentata in Giunta. Questo per favorire un collegamento e la rappresentanza in un consesso essenziale. Il fatto che Sena Civitas abbia con gli Assessori buoni rapporti generalizzati, non colma il vuoto. La questione “dimissioni dell’Assessore Appolloni” è stata volutamente presentata in modo distorto: ci sono state dimissioni di pugno, la richiesta dell’Assessore di un voto del Direttivo del Circolo che le ha accettate quasi all’unanimità e poi il ritiro unilaterale delle dimissioni stesse da parte dell’Assessore. Il tutto ha del grottesco per non dire altro. Ma il tema vero, da cui è nato il confronto che ha poi portato alle sue dimissioni scritte di pugno, verteva sul ruolo dell’Assessore in Giunta, che prescinde dalle capacità e dalle attività degli assessorati: non si possono approvare cose neppure lette o rifiutarsi di chiedere approfondimenti motivati”.

Che interpretazione dai dell’affermazione “Siena ha bisogno di prospettiva”?

Siena forse non potrà mai più essere l’isola economicamente felice che è stata nel passato. La città in cui bastava avere una “idea”, anche banale, e le amicizie giuste, per trovare finanziamenti a fondo perduto (FMPS) o quasi, visti gli NPL in circolazione. La città in cui Babbo Monte garantiva lavoro ai giovani e alle attività di ogni natura che nascevano spesso senza basi solide. In pochi anni si è distrutto quanto costruito nei secoli e questa “colpa” la pagheranno le generazioni a venire a cui è stato rubato il futuro. Per ripartire occorrono sinergie fra tutti i principali attori: Comune, Università, Fondazione in testa. Avere nel cuore Siena e dare prospettiva significa sommare le professionalità e le energie, investimenti mirati, una cabina di regia che veda coinvolte le Associazioni, gli Enti, le Istituzioni in un progetto i cui frutti matureranno negli anni. Un corpo unico che si muova in armonia; un grande lavoro e molta umiltà. Purtroppo Siena è ancora piena di furbetti, di tanti personaggi con la tessera a disco orario, che hanno avuto tanto, spesso senza dare in cambio quasi niente se non un voto interessato. Nulla può essere più dovuto senza mettersi in discussione. Siena, a mio avviso, ha bisogno di questo”.

RG



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