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mercoledì 13 novembre 2019

Politica venerdì 06 settembre 2019 ore 14:37

“La Siena che vorrei” ripaga ogni sacrificio

Pietro Staderini

Pietro Staderini, consigliere da tre mandati, porta la voce della lista Sena Civitas a Palazzo pubblico



SIENA — Pietro Staderini, anni 54, senese della Contrada sovrana dell’Istrice, dipendente Mps e consigliere “decano” al Comune di Siena stante il suo terzo mandato. Di convinzioni moderate conservatrici è sempre restato al suo posto mentre intorno a lui la politica cambiava e dalle affiliazioni partitiche si è passati alla militanza nelle liste civiche. Un’appartenenza che lo lega di più agli umori della città per la quale ha scelto dichiaratamente la propensione al sociale, anche se non disdegna di seguire i rari eventi economici e di sviluppo che la città propone. Un anno fa ha sostenuto Massimo Sportelli nella corsa per la fascia tricolore e con lui si è apparentato all’oggi sindaco Luigi De Mossi quando il ballottaggio ha limitato le scelte nell’urna.

- Quindi l’appartenenza alla maggioranza tua e di Sena Civitas è stata un’appartenenza giustificata dal programma dell’attuale sindaco e non da mera identificazione di colore politico…

“I colori politici, pur mantenendo il mio orientamento culturale moderato, li ho accantonati anni fa per le competizioni amministrative, quando ho preferito aderire e condividere un percorso tutto civico insieme a delle persone che hanno a cuore la città e non potevano vedere Siena abbandonata a se stessa da decenni e decenni di politiche inefficaci, attuate da un governo a trazione PD. Per questo è nato e si sta consolidando il Circolo Sena Civitas e la sua azione. L’appartenenza alla maggioranza è maturata attorno alla figura dell’avvocato De Mossi e al suo programma ma anche in ragione della sua disponibilità ad integrare le sue linee con alcuni nostri punti programmatici come è avvenuto. I 70 anni di governo della sinistra a trazione PD imponevano uno stop anche per far rinascere la democrazia e dare un diverso respiro alla città. De Mossi era l’Opportunità da non perdere e proprio per questo il Circolo Sena Civitas e i nostri elettori lo abbiamo sostenuto divenendo determinanti, come altri, per la sua elezione”.

- Da decano del consiglio come giudichi quest’anno di trapasso e quello che è stato fatto. Nelle tue dichiarazioni sei particolarmente affezionato ai “settant’anni di malgoverno” e quindi ora che le cose sono cambiate, o stanno cambiando, ti senti partecipe degli eventi e mantieni la tua positività?

“Siamo a un anno dall’insediamento del Consiglio comunale, un periodo nel quale la maggioranza si è formata e consolidata, mantenendo sempre ampi margini di miglioramento ma in costante recupero del gap. Non sono mancati e non mancheranno degli errori dettati dall’inesperienza anche da parte dei decani, ma questo fa parte del gioco e sono situazioni positive se queste sono utili per il futuro. A differenza del PD e i suoi cespugli, noi, non siamo abituati alle logiche di governo e quindi qualche errore e sbavatura l’abbiamo avuta ma non per questo è mancato il perseguimento di un’attività efficace. Anche se in 70 anni di governo cittadino la sinistra avrà certamente fatto anche alcune cose buone, negli ultimi anni di governo PD, Siena ha subito un declassamento senza uguali. Il territorio ha perso la sua Banca; la Fondazione e anche l’Università ha passato enormi problemi finanziari. Da ricordare poi il solco creatosi fra la precedente Amministrazione Valentini e la Fondazione: l’Ente e il suo più importante stakeholder, il Comune, non avevano più dialogo e i designati dal Comune nel Cda della Fondazione interruppero i loro rapporti con il massimo consesso rappresentativo cittadino. Negli anni a guida PD, ricordiamo alcune eccellenze senesi che il “Sistema Siena” ha fatto soffrire: Enoteca, biotech, Mens Sana Basket, Robur, solo per ricordarne alcune. L’azione proattiva e diversa del Sindaco De Mossi è comunque un’opportunità positiva”.

- Spigolando sui tuoi social c’è tanta aria aperta, oltre a montagna, arte, figlie adorate e qualche sponsor politico. Ne verrebbe fuori il profilo di un uomo dalla scorza dura e dal cuore sensibile. Ma alla politica come ci sei arrivato? Quali sono i personaggi nazionali ai quali ti ispiri? Qual è il senso di impegnarsi così a lungo per la politica locale?

“Alla lista dei miei passatempi manca lo sci di fondo, lo skiroll e il podismo, attività che adoro e che alimentano il benessere delle persone. Scherzi a parte, alla politica sono arrivato da ragazzo dietro impulso di mio padre, uno dei fondatori del Partito Popolare Italiano di Siena. Dalla scuola di mio babbo, quella di conservatore cattolico, a oggi, la mia formazione politica ha subito dei mutamenti liberisti in senso di minor peso dello Stato sulle persone a favore di maggiori autonomie e possibilità di liberare energie. Sempre tenendo come barra di comando l’ordine e la disciplina normativa, il rigore e la professionalità. Personaggio politico di riferimento? A oggi è impossibile avere un riferimento del genere. Posso solo dire di vedere con interesse tutte quelle persone che con la loro competenza e professionalità e con il loro agire riescono a contribuire ad arricchire la mente delle persone in senso liberista e agiscono in questo senso che siano politici o altri. Il senso del lungo impegno nell’attività politica va di pari passo con la passione e la volontà e il senso civico di lavorare per un futuro migliore, per una Siena migliore. Questo tipo di impegno è da perseguire insieme a degli amici con obiettivi comuni con i quali si è costruito nel tempo un nucleo di successo, con spinte motivazionali e brains storming positivi per la nostra attività e per la comunità”.

- Torniamo al Comune di Siena. Ultimamente sembri aver fatto pochi sconti alla gestione della cosa pubblica a Siena. Le tue interrogazioni sembrano aver portato alla luce alcuni errori dell’apparato su cui vuoi che sia fatta luce. Ciò maschera un tuo crescente dissenso? I soliti ben informati del mondo social ti taggano come soggetto vendicativo ancora rancoroso per l’affaire Apolloni, ma il tuo Circolo Sena Civitas ti sostiene a prescindere nella convinzione che lo stare accanto alla popolazione sia l’imprescindibile del tuo mandato…

“Chi nella mia attività comunale e nei vari comunicati miei e del Circolo vede l’evidenza degli errori, vuol dire che guarda il dito e non la luna. Io e il Circolo Sena Civitas, di cui io sono l'espressione pubblica ma ogni mia posizione nasce da incontri e lavoro comune: siamo parte della maggioranza e come tale vorremmo che l’azione di governo fosse improntata alla massima efficacia ed efficienza. Le cose che abbiamo evidenziato tendono a voler risolvere i temi esposti: le cose vanno fatte e fatte bene. Per quanto mi riguarda l’aspetto personale travalica quello politico e questo elimina l’atteggiamento vendicativo-rancoroso che non mi appartiene. Già la vita di per se è complicata, e se queste complicazioni le affrontiamo con animo “brutto”, spendiamo troppe energie e rischiamo di essere sopraffatti da emozioni distruttive anziché edificanti. Credo che l’azione politico-amministrativa non possa prescindete dallo stare accanto alle persone e ai loro problemi e, nel tempo, sia io che il Circolo Sena Civitas abbiamo sempre ascoltato tutte le persone che a noi si sono rivolte, tutte le realtà cittadine che hanno voluto parlare con una forza politica che secondo “noi” deve ascoltare, capire, proporre soluzioni”.

- Trovi anche tu che Siena abbia bisogno di una visione prospettica che al momento non sembra generalizzata? Come ti immagini la città fra dieci anni?

“Siena ha bisogno di una visione prospettica. L’attuale amministrazione sta cercando questa vision senza la quale è difficile dare una prospettiva. Va anche riconosciuto che è difficile riuscire ad avere una “view ad elicottero” della situazione attuale e disegnare il futuro tenendo conto del contesto e delle variabili esterne ed interne alla città per pensarla nel futuro. Non ci si improvvisa amministratori ma si può imparare a esserlo e l’Amministrazone De Mossi sta imparando, Sindaco in primis. La città tra dieci anni è difficile immaginarla. Posso dire però come la vorrei…. Una città ordinata e sicura attenta a tutte le persone a partire da quelle più bisognose. Vorrei vedere i giovani tornare nella nostra città e vorrei vedere i giovani con prospettive socio-lavorative positive, per cui… imprenditoria con il vento in poppa e in grado di assorbire la crescente domanda di assunzioni. Vorrei anche vedere la città primeggiare nel campo della ricerca scientifica e biotecnologica. Vorrei una città dotata di serivizi socio-sanitari eccellenti e innovativi. Vorrei vedere Siena riprendere le redini della propria banca attraverso l’azione efficace della Fondazione ed avere, come comunità, un ritorno di benefici socio-economico-culturali, non più ai livelli passati ma comunque di grande beneficio. Vorrei una città con Università ancora più eccellenti e con atenei capaci di porsi come perno di sinergia con le realtà economiche territoriali. Vorrei, una città che fosse crocevia di network e che tutte le sue realtà fossero interconnesse e formassero una rete affinché sia "Siena" a determinare il proprio futuro. Vorrei tante cose, per questo il mio impegno, il mio lavoro, le mie posizioni sempre e comunque sono a favore di Siena”.

RD



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