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venerdì 15 novembre 2019

Attualità martedì 25 giugno 2019 ore 16:00

​Sul “Bonus Bebè” i conti non tornano

Siena ha bisogno di nuovi nati, ma la politica degli incentivi favorisce pochissimi. Sena Civitas chiede con urgenza di cambiare le regole



SIENA — Si chiama “Benvenuto al Mondo” l’iniziativa appena varata dall’assessorato ai Servizi Sociali per favorire la crescita demografica nel Comune di Siena. Un primo aiuto non determinante ma apprezzabile, cui ne seguiranno altri già inseriti nel Documento Unico di Programmazione: duecento euro in buoni acquisto da spendere nelle farmacie comunali per prodotti d’infanzia. Ammessi al beneficio i residenti del Comune da almeno cinque anni e gli extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo; per tutti la limitazione di un reddito familiare non superiore a 17.141,45 euro. La dotazione di questo “bonus bebè” è di ottantamila euro annui, sufficiente al riparto fra 400 famiglie; non si prevede l’allargamento del beneficio, tramite gli eventuali avanzi, a richiedenti con maggior reddito.

Conti alla mano, tuttavia, il consigliere comunale della lista civica Sena Civitas Pietro Staderini ha rilevato una grave discrasia nell’iniziativa comunale e chiede, con interrogazione urgente, che l’amministrazione prenda coscienza dell’errore e metta in atto dei correttivi. L’esponente di Sena Civitas chiede anche che si scelga di dare impulso a nuove iniziative per le classi svantaggiate che la Lista, componente la maggioranza di governo, ha contribuito ad individuare – e l’assessore alla Sanità ha fatto proprie legittimamente - quali ad esempio il nuovo regolamento assegnazione alloggi ERP, l'affido anziani, la TARI da togliere per le famiglie con presenza nel nucleo familiare di non autosufficienti e bambini piccoli ecc.

Staderini nella sua interrogazione fa notare che, in base a dati Istat, i nati nel comune di Siena sono passati da 403 nel 2002 a 324 nel 2016 e 314 nel 2018, mentre la popolazione nel Comune di Siena (2016) è pari a 53.838 abitanti suddivisi in 25.666 nuclei familiari, "compresi anziani e single di sesso maschile". Per questa popolazione il reddito medio annuo "pro capite" (anno 2016) è pari a 27.010 euro (su dichiarazioni IRPEF) e 20.792 (su popolazione). E va anche aggiunto – in base al rapporto ISEE Toscana a cura dell'IRPET riferito all'anno 2016 – che la popolazione rientrante nei redditi ISEE è pari al 3,6% della popolazione, maggiormente concentrata in nuclei di più di due componenti, con decremento inferiore al 3% nell'area socio sanitaria senese;

In base a tutto ciò, Staderini fa notare che “rapportando i dati suddetti con il numero di nuclei familiari del comune - pur comprensivi di single di sesso maschile, nuclei di popolazione anziana, residenti da meno di 5 anni (nostro suggerimento) e altri non aventi diritto -, e con il numero dei nuovi nati, sembrerebbe evidente "una macroscopica discrepanza" che si auspica, nel caso fosse confermata, sia da imputare soltanto a grossolano errore materiale dell'Assessorato. Infatti, se le nascite 2016 sono state 324 (tendenza mantenuta) e la fascia di popolazione "feconda" con reddito ISEE rientrante nei parametti fosse anche elevatissima e intenzionata a fare un figlio all'anno, la spesa sarebbe marginale e invece sarebbero elevati gli avanzi di cassa”.

Alla luce di quanto sopra la lista civica Sena Civitas si interroga per conoscere quanti sono – a parere del Comune – i richiedenti e cosa intende fare per evitare che si pensi che quest’iniziativa è stata solo “fumo negli occhi” con incapacità insita tanto di pervenire all’obbiettivo della crescita demografica che quello di impegnare le risorse assegnate.



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