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Attualità Domenica 02 Novembre 2025 ore 16:00

Molecola in un dispositivo per combattere la sepsi

Alessandro Pini

Frutto della ricerca senese, il dispositivo sarebbe in grado di rimuovere dal sangue tossine e batteri responsabili dell'infiammazione



SIENA — Una molecola inserita in una cartuccia biocompatibile per purificare il sangue dei pazienti in sepsi. L'innovativo dispositivo medico è frutto della ricerca dell'università di Siena: è qui che la molecola è stata isolata ed è sempre qui, nel laboratorio del dipartimento di Biotecnologie Mediche, che il dispositivo è stato sperimentato.

“Il dispositivo - spiega il direttore del laboratorio Alessandro Pini- è uno strumento utilizzabile nelle unità di terapia intensiva su pazienti sottoposti a circolazione extracorporea in cui tale cartuccia viene applicata per la rimozione dal sangue di batteri e di tossine batteriche che innescano la sepsi e, contemporaneamente, anche di mediatori dell’infiammazione che, venendo prodotti in modo eccessivo a causa della presenza degli agenti infettivi, portano allo shock settico e alla morte”.

Il lavoro di costruzione e caratterizzazione in vitro ed ex vivo del prototipo di tale dispositivo medico è stato pubblicato sulla rivista internazionale Communications Medicine. Primo autore dell’articolo è il dottor Giovanni Cappello, assegnista di ricerca dell’Università di Siena su fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il lavoro è frutto di una ricerca iniziata circa 5 anni fa attraverso la collaborazione tra Università di Siena, il Laboratorio di Patologia Clinica dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Senese, e di aziende private interessate allo sviluppo di tale dispositivo medico.

“Tale lavoro - prosegue Pini- si inserisce nell’ambito della ‘Ricerca Traslazionale’, una disciplina che comprende tutte quelle attività che vanno dagli studi di identificazione e caratterizzazione di molecole e/o di procedure laboratoristiche fino ad arrivare all’utilizzo nell’uomo. Un settore che sempre più spesso attrae finanziamenti ed investitori alla ricerca di nuovi farmaci e procedure mediche in campo terapeutico e diagnostico”.

Nei prossimi mesi tale dispositivo sarà sperimentato nell’uomo per una definitiva caratterizzazione clinica e possibile commercializzazione.


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