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Attualità Giovedì 06 Agosto 2026 ore 15:45

Una sonda congelata contro le malattie rare del polmone

l'équipe del servizio di Broncoscopia
L'équipe del servizio di Broncoscopia senese

Si chiama criobiopsia la metodica meno invasiva per il paziente che consente diagnosi più rapide e precise, aprendo così nuove prospettive



SIENA — Una diagnosi più precisa, in tempi più rapidi e con un approccio meno invasivo per il paziente: è il risultato raggiunto dall’équipe dell'Unità operativa complessa (Uoc) Malattie dell’Apparato Respiratorio – Servizio di Broncoscopia dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, con l’introduzione della criobiopsia nel percorso diagnostico di numerose malattie rare che interessano il polmone e i linfonodi del torace

L’innovativa tecnica sfrutta una sottile sonda che, congelandosi sulla punta, consente di prelevare frammenti di tessuto di dimensioni maggiori e di qualità superiore rispetto alle biopsie tradizionali e agli ago-aspirati. Il risultato è un campione che conserva meglio la struttura del tessuto, offrendo all’anatomopatologo maggiori possibilità di arrivare a una diagnosi definitiva.

La criobiopsia viene utilizzata sia nello studio del parenchima polmonare, fondamentale per identificare molte malattie polmonari interstiziali e numerose patologie rare, sia durante le procedure di ecografia endobronchiale (EBUS) per il campionamento dei linfonodi mediastinici, dove rappresenta una importante complemento alle metodiche tradizionali, soprattutto nei casi più complessi.

Patologie come sarcoidosi, linfomi, malattie infiltrative diffuse e altre condizioni infiammatorie possono così essere diagnosticate con maggiore accuratezza, evitando in molti pazienti il ricorso a procedure chirurgiche più invasive, quali la mediastinoscopia o la biopsia polmonare chirurgica.

"La procedura che può fare la differenza"

Con l’introduzione di nuove metodiche diagnostiche all’avanguardia, l’Azienda ospedaliero-universitaria Senese rafforza il proprio ruolo di centro di riferimento regionale per la diagnosi delle patologie respiratorie complesse, del trapianto e delle malattie rare, mettendo a disposizione dei cittadini un approccio sempre più orientato alla medicina di precisione.

"La disponibilità di campioni di qualità elevata può fare la differenza tra un sospetto diagnostico e una diagnosi certa – spiega la professoressa Elena Bargagli, responsabile del servizio di broncoscopia e direttrice di Malattie dell’Apparato Respiratorio –. In molte malattie rare il tessuto è l’elemento decisi-vo: poter ottenere biopsie più rappresentative significa offrire ai pazienti una risposta più rapida e im-postare precocemente il trattamento più appropriato".

L’introduzione della criobiopsia si inserisce nel percorso di crescita di Malattie dell’Apparato Respiratorio, che opera nel servizio di broncoscopia in strettissima collaborazione con la Chirurgia Toracica e Trapianto di Polmone, diretta dal professor Piero Paladini, ed è frutto della collaborazione multidisciplinare con esperti anatomopatologi, radiologi, chirurghi toracici, medici del lavoro, reumatologi e specialisti delle malattie rare respiratorie dell’Aou Senese.

"L’innovazione tecnologica ha valore solo quando si traduce in un beneficio concreto per il paziente – sottolinea il dottor Fabrizio Mezzasalma, pneumologo interventista –. La criobiopsia rappresenta oggi uno degli strumenti consolidati della pneumologia interventistica moderna e Siena dispone delle competenze e dell’esperienza necessarie per offrire questa opportunità diagnostica ai pazienti che ne hanno indicazione. Negli ultimi anni abbiamo osservato un incremento dell'attività del servizio con casi sempre più complessi e maggiori risposte per i pazienti". 

"Questo è stato possibile grazie al contributo dell’Azienda che ha creduto nell’innovazione e nel potenziamento del servizio con l’innesto di due giovani colleghi pneumologi, il dottor Matteo Fanetti e la dottoressa Elena Pordon, la collaborazione costante e fondamentale con i chirurghi toracici che afferiscono al servizio (la dottoressa Claudia Ghiribelli e la dottoressa Anna Vizziello), la professionalità dei colleghi anestesisti (il dottor Giovanni Caltavuturo, referente per il polo endoscopico e i suoi colleghi) e lo straordinario lavoro di tutto il team infermieristico del polo endoscopico".


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