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giovedì 15 novembre 2018

Attualità giovedì 16 agosto 2018 ore 16:54

Palio, scoppia il caso del Drappellone

La mancata benedizione da parte del vescovo ha scatenato una bufera di polemiche. Il sindaco De Mossi: "Il vero giudizio lo dà il popolo"



SIENA — Ha benedetto la città ma quel Drappellone con l'immagine della Madonna che tiene in grembo un cavallino no, quella proprio no. E così la mancata benedizione del "cencio" dipinto dall'artista Charles Szymkowicz da parte dell'arcivescovo Antonio Buoncristiani è diventata un caso a Siena nel giorno in cui la città si prepara alla carriera in piazza del Campo. 

Netto il giudizio del Collegio dei correttori delle contrade che in una nota spiegano di aver chiesto più volte negli ultimi anni al Comune di "di essere stabilmente interpellati per assicurare che l'iconografia del Palio fosse rispettosa dei valori secolari della festa". Iconografia che quest'anno ha sollevato dubbi e polemiche. "I senesi - scrivono i sacerdoti - hanno un amore straordinario per il cavallo, una meravigliosa creatura di Dio. Sostituire Gesù Cristo con un cavallo significa però irridere sia la devozione dei senesi per la madre di Dio che il loro rispetto per i cavalli". "Il primo e più importante titolo che è stato attribuito alla Madonna è quello di madre di Dio, perciò da secoli gli artisti la raffigurano con Gesù Cristo in braccio". Quest'anno, però, quella raffigurazione è del tutto diversa e "la triste conseguenza - concludono i correttori - è che il vescovo ha dovuto prendere una posizione clamorosa che speriamo convinca chi di dovere a rendersi conto che non siamo disponibili a lasciar stravolgere il patrimonio di fede che ci è stato lasciato".

Sulla questione è quindi di nuovo intervenuto il sindaco di Siena Luigi De Mossi che ha ricordato che "il vero giudizio sul drappellone non lo danno i critici d'arte né le autorità civili e religiose,ma il popolo". In altre parole: "La benedizione alla città, ai cittadini e al Palio era dovuta - ha detto De Mossi -. La benedizione, infatti, non è ad un ''cencio'' di seta ma abbraccia tutta la città e quindi, in modo molto pacato, ribadisco che dal mio punto di vista il vescovo ha sbagliato".



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