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Attualità lunedì 22 febbraio 2021 ore 14:16

Gli effetti del Covid sul commercio ai raggi X

Ecco un'indagine svolta dalla Confcommercio di Siena. Calo delle attività nel centro storico, ma bar, ristoranti e alberghi in aumento



SIENA — Il tasso di cancellazione delle imprese del commercio nel 2020 è stato minore del previsto, sia in centro che fuori dal centro. Un fatto che accade a Siena come in altre realtà. "Ma il calo c’è. Ed è importante. A Siena siamo passati nel centro storico dalle 303 attività commerciali presenti in centro nel 2018 alle 286 presenti attività del 2020, una riduzione di 17 aziende, stessa differenza quasi tra il 2012 e il 2018 (ovvero 19). Fuori dal centro la differenza è di 7 attività tra il 2020 e 2018. Invece crescono bar e ristoranti di 6 attività nel centro e rimangono stabili fuori dalle mura" spiega Ascom locale.

L’ipotesi che viene avanzata è quella di una sorta di congelamento sul 2020, ibernazione, del tessuto produttivo. Che per il 2021 ha esiti molto incerti, purtroppo non positivi. Questo è il quadro che emerge dalla 6a edizione di “Demografia d’impresa nelle città italiane” condotta, appunto, dall’ufficio studi di Confcommercio.

Per quanto riguarda poi alberghi, bar e ristoranti, 6 sono le attività in più arrivate in centro mentre rimane stabile fuori dalle mura. Nel dettaglio, gli alberghi rimangono stabili in centro e crescono di 3 unità fuori, mentre 5 sono i bar e ristoranti in più nel centro che invece diminuiscono di 3 attività fuori dalle mura.

"Come abbiamo visto a Siena, come ovunque, nei centri storici tiene bene la numerosità dei negozi di base come gli alimentari e quelli che, oltre a soddisfare bisogni primari svolgono nuove funzioni (ad esempio le tabaccherie, ormai punti di supporto alla gestione di tante esigenze anche finanziarie delle famiglie). - prosegue ancora Confcommercio. - Significativi sono anche i grandi cambiamenti legati alle modificazioni dei consumi: tecnologia e comunicazioni e farmacie. Sono i negozi dei beni tradizionali che si spostano nei centri commerciali e comunque fuori dai centri storici: mobili e ferramenta, giocattoli, vestiario, pompe di benzina. Chiaramente la pandemia acuisce questi trend. Per alberghi e pubblici esercizi, mentre ieri il tema centrale riguardava il rischio di città solo per turisti, la questione ora è come immaginare un centro storico con meno negozi, meno mercati e meno attività legate al turismo".

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