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sabato 20 ottobre 2018

PALIO domenica 07 ottobre 2018 ore 13:00

Le scelte controintuitive di Aceto

Aceto esulta dopo l'ultima vittoria, per l'Aquila, nel 1992
Aceto esulta dopo l'ultima vittoria, per l'Aquila, nel 1992

In attesa del Palio straordinario del 20 ottobre ripercorriamo due aneddoti che riguardano Degortes, due scelte particolari



SIENA — Le scelte controintuitive sono quelle che non rispecchiano i procedimenti e i meccanismi logici di un’intuizione. Insomma decisioni diverse da come ci si aspetterebbe.

Almeno inizialmente, dunque, le scelte controintuitive risultano difficili da accettare o comunque da capire.

Tutti a Siena conoscono Andrea Degortes, Aceto. Fantino leggendario e personaggio a 360 gradi. Uno bravo anche a fare scelte controintuitive, come vedremo in due esempi tra poco.

Aceto, vincitore di 14 Palii su 58 corsi, faceva arrabbiare i senesi perché la sua notorietà, per tanti anni, veniva prima del Palio stesso. Con le dovute proporzioni ed esclusivamente fuori da Siena, un po' quello che successe tra gli anni ottanta e i novanta tra Michael Jordan e la Nba, quando il giocatore dei Chicago Bulls era più grande della Lega in cui militava.

Così Aceto. I grandi giornali, all'indomani del Palio, mettevano in evidenza più la prova di Degortes che la Contrada vittoriosa.

Questi eventi e questo focus su Aceto sono spiegati benissimo nel documentario Il trucco o l'anima, realizzato da Massimo Reale nel 2007.

Ed è qui che vengono spiegate bene due scelte controintuitive che danno l'esempio di come Aceto, al di fuori delle qualità di fantino, sia riuscito a diventare celebre e ricco anche per queste decisioni.

La prima è quella che riguarda la fine della tradizione della questua, ovvero la raccolta di offerte fatta dal fantino per la città, il giorno dopo la vittoria del Palio. Aceto si rifiutò di andare in giro con lo zucchino a ricevere le offerte per la vittoria. Era un'abitudine che andava avanti da secoli. Questa decisione se in un primo momento gli fece avere meno introiti fu utile però ad avvalorare la sua convinzione, cioè che il fantino fosse un professionista e come tale doveva essere trattato, anche economicamente.

La seconda scelta controintuitiva di Aceto riguarda il Palio del 2 luglio 1976 in cui tutti i cavalli, a causa di una leggera pioggia venuta giù poco prima, arrivarono scossi alla fine della corsa. Tutti tranne il suo. Vinse il cavallo Quebel per la Chiocciola, dunque Aceto non vinse ma non cadde. Si trattò forse di una scelta conservativa, Aceto stette bene attento a non cadere, magari anche limitando la propria velocità. Quell'episodio venne rimarcato l'indomani dai giornali con titoli come "La Chioccola vince il Palio dei cavalli scossi" e poi, poco sotto, "Aceto l'unico fantino che non è caduto". 

Queste due scelte di Aceto non vennero prese dal fantino oggi 75enne sapendo che gli avrebbero fruttato maggior credito nei senesi. Eppure andò così.

Intanto mancano 13 giorni al Palio straordinario per i cento anni dalla fine della prima guerra mondiale. E, manco a dirlo, Degortes ne ha vinti di straordinari. Il primo, molto suggestivo, è il Palio della Luna, corso il 21 settembre 1969 per celebrare lo sbarco sulla Luna. Aceto vinse per l'Oca con Topolone. Tre anni dopo, il 17 settembre 1972, il sardo vinse per l'Istrice il Palio straordinario per il quinto centenario di fondazione del Monte dei Paschi di Siena.

René Pierotti
© Riproduzione riservata

"Il trucco o l'anima", di Massimo Reale (2007)


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