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giovedì 01 ottobre 2020

PSICO-COSE — il Blog di Federica Giusti

Federica Giusti

Laureata in Psicologia nel 2009, si specializza in Psicoterapia Sistemico-Relazionale nel 2016 presso il CSAPR di Prato e dal 2011 lavora come libera professionista. Curiosa e interessata a ciò che le accade intorno, ha da sempre la passione della narrazione da una parte, e della lettura dall’altra. Si definisce amante del mare, delle passeggiate, degli animali… e, ovviamente, della psicologia!

​Estate, psicologia, animali…una strana triade!

di Federica Giusti - venerdì 14 agosto 2020 ore 07:00

Un recente censimento afferma che, in Toscana, a marzo 2019, erano presenti ben 58 canili e gattili, sparsi su tutto il territorio. Un numero cospicuo, soprattutto se letto in base al quantitativo di ospiti a quattro zampe presenti nei Rifugi.

Molte famiglie della nostra Regione hanno almeno un animale da compagnia, compresi conigli, tartarughe, pesci e rettili. Gli animali sono considerati da molti veri e propri “congiunti”, per usare un termine ben noto, almeno da maggio in poi!

Non vi nego che io amo gli animali e ne ho davvero tanti! Non sono mai stata senza di loro e non riesco ad immaginarmi diversamente. Ovviamente, in quanto esseri umani, hanno bisogno di attenzioni e cure. Talvolta anche molto lunghe e dispendiose, da tanti punti di vista. Hanno bisogni e ritmi propri. Necessitano di luoghi, oggetti, cibi specifici. Possono ammalarsi e le cure potrebbero essere molto costose. Una volta entrati nella nostra vita, non dovremmo più pensarci senza, decidendo, organizzando la nostra quotidianità anche in base a loro. Insegnamento da ripetere mille e più volte in un periodo di vacanza come quello di agosto, in cui gli abbandoni inondano le bacheche dei nostri social. Ogni estate è la stessa storia: li umani si devono divertire e gli animaletti non sembrerebbero permetterlo, almeno non a tutti…

Vi state chiedendo il perché di questo articolo all’interno di Psico-Cose? Beh, non è per fare la predica nè per ricordarvi che un animale non è un gioco (anche se sì, gli animali non sono giochi che si possono abbandonare in un angolo!).

Vorrei invece concentrarmi sugli effetti che essi hanno sulla nostra vita.

Studi psicologici dimostrano che il vivere con un animale domestico ha ripercussioni molto positive sulla salute fisica e psicologica del padrone. L’animale, infatti, può essere un vero e proprio fattore di protezione nei confronti dell’isolamento sociale, rappresentando un confidente e un compagno con il quale dividere la propria quotidianità. Spesso anche in occasioni di lutti o, comunque, perdite affettive importanti, possedere un animale può migliorare la qualità della vita. Avete per caso visto la serie tv Netflix “After Life”? beh, non vi faccio spoiler, ma credo che ben rappresenti il potere del cane nella vita del padrone, potere quasi salvifico! (Se non lo avete visto, preparate i fazzoletti, sedetevi comodi e recuperate!)

Il benessere nel possedere un animale non è solo psicologico, ma anche fisico. Sembra, infatti, che accarezzare il nostro amico pelosetto, abbia un effetto calmante sul sistema neurovegetativo.

Nel caso in casa sia presente anche un bambino, gli effetti positivi si moltiplicano, dal momento in cui non ne trarrà beneficio soltanto l’adulto, ma anche il bambino stesso, che potrà migliorare il ritmo sonno-veglia, ma anche la sua risposta immunitaria!

Prendersi cura di un animale attiva in noi meccanismi di accudimento simili a quelli che avremmo nei confronti di un nostro simile, e per questo può rappresentare un modo di prendersi cura anche di sé stessi, attraverso l’animale stesso.

Insomma, nelle varie tappe del nostro ciclo vitale, quindi, possiamo trarre un beneficio dall’avere un animale domestico, dal momento in cui attiva le nostre risorse, ci invita a rendere più attive le nostre energie, e, nei casi in cui ce ne sia bisogno, come spiegavo prima, può anche favorire il superamento di una mancanza affettiva e relazionale.

Come ogni relazione, però, dobbiamo stare attenti affinchè non diventi un rapporto morboso e tossico, nel quale rinchiuderci passivamente, facendo diventare il nostro animaletto preferito una gabbia dorata nella quale cristallizzare ogni nostra azione.

Un rapporto consapevole, di rispetto reciproco ma condito dalla giusta dose di distacco emotivo, può aiutarci a vivere questa relazione al meglio!

Prendendo in prestito le parole di Fëdor Dostoevskij:

Amate gli animali: Dio ha donato loro i rudimenti del pensiero e una gioia imperturbata. Non siate voi a turbarla, non li maltrattate, non privateli della loro gioia, non contrastate il pensiero divino” e, aggiungo io: “non private voi stessi della gioia che viene dal condividere con loro la vostra esistenza”.

Federica Giusti

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